spiagge

Il Tar della Regione Campania ha dichiarato illegittimi il numero chiuso e l’obbligo di prenotazione per le spiagge libere Donn’Anna e delle Monache, condannando il Comune di Napoli e l’Autorità Portuale al pagamento delle spese processuali in favore dei “Comitati per il Mare Libero, Gratuito e Pulito”. L’accesso limitato è stato introdotto durante l’emergenza Covid e successivamente prorogato. Quest’ultimo penalizzava in particolare i minorenni non accompagnati e le famiglie a basso reddito, che potevano prenotare solo tre ingressi settimanali.

La decisione del Tar segna un punto a favore delle associazioni e dei movimenti che da tempo si battono per la tutela delle spiagge libere. Per rafforzare l’azione in difesa delle spiagge libere, il 29 e 30 marzo 2025 i comitati organizzeranno a Napoli la conferenza nazionale di Mare Libero, i quali affermano: “ora ci aspettiamo che il sindaco rispetti la decisione della magistratura e non presenti ulteriori ricorsi per mantenere restrizioni illegittime. La nostra battaglia continua anche per altri accessi al mare, come Riva Fiorita. Anche contro le proroghe delle concessioni che limitano il diritto dei cittadini a godere liberamente della costa pubblica”.

L’accesso libero e gratuito alle spiagge è un diritto dei cittadini

L’accesso libero e gratuito alle spiagge è tutelato dall’articolo 11 della legge numero 217 del 2011. La legge sancisce espressamente “il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione“. Il Comune di Napoli ha ristretto l’accesso alla battigia tramite prenotazione, andando chiaramente contro tale legge. Napoli può vantare una delle coste più lunghe d’Italia, oltre 270 km. Uno spazio immenso occupato completamente dai lidi privati con qualche eccezione di poche decine di metri tra Bagnoli, Posillipo e Mergellina.

È incredibile come, in un paese con una costa così vasta come l’Italia, l’accesso al mare possa diventare un privilegio riservato a pochi. La legge parla chiaro, infatti, tutti dovrebbero avere il diritto di accedere liberamente alla battigia. Eppure ci troviamo di fronte a situazioni come quella di Napoli, dove l’accesso è limitato da prenotazioni e lidi privati che occupano quasi ogni metro disponibile. È frustrante vedere come le poche spiagge libere siano trascurate, mentre i lidi privati hanno costi esorbitanti. Andare al mare non dovrebbe essere un lusso, ma un diritto di tutti. È fondamentale che ci sia una maggiore attenzione e cura per le spiagge libere, affinché possano essere fruibili e accoglienti per tutti, non solo per chi può permettersi di pagare cifre blu.

La pubblica amministrazione non può privare i cittadini di qualunque fascia di età e condizione sociale di godere del bene pubblico spiaggia (interesse costituzionalmente rilevante) contingentandone l’accesso giustificandosi con paventati timori per l’ordine pubblico per la cui tutela esistono tuttavia strumenti diversi (e.g. presidi delle forze dell’ordine)”. Le due ordinanze gemelle depositate il 30 Luglio dal Tar Campania -Napoli-, VII sezione (n. 14981499), rappresentano un punto di non ritorno in tema del riconoscimento del libero esercizio del diritto di tutti noi di godere gratuitamente e liberamente della spiaggia e del mare, catalogato come “res communes omnium” (bene comune di tutti).

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