Ai Quartieri Spagnoli, al Teatro Nuovo, un bambino autistico è stato cacciata dalla sala perché disturbava gli altri. La nonna che era con lui ha prontamente denunciato l’accaduto ed ha esplicitamente richiesto provvedimenti contro lo staff teatrale.

È stato proprio lo staff infatti ad allontanare il bambino e farlo accomodare, insieme alla nonna, in sala d’aspetto. A detta della donna, il nipote era molto tranquillo e si è mostrato molto interessato all’evento. Utilizzava di tanto in tanto il cellulare, senza suoneria e senza disturbare gli altri. Pare che però questo comportamento non sia andato giù allo staff.

Bambino autistico cacciato dal teatro ai Quartieri Spagnoli: la denuncia

Si parla tanto di inclusione ma spesso sono solo parole gettate al vento. Quanto accaduto ai Quartieri Spagnoli infatti è più un fenomeno di esclusione, di emarginazione. Un fenomeno che bisogna assolutamente evitare, sia per la vittima ma anche come messaggio per tutti gli altri. Un comportamento positivo attrae altri comportamente positivi, cosi come uno negativo ne attrae altri negativi.

Questa la denuncia della nonna del bambino autistico allontanato ai Quartieri Spagnoli: “Durante lo spettacolo mi è stato chiesto più volte di accomodarmi fuori con il bambino poiché a loro dire infastidiva gli altri ragazzini. Mio nipote non solo era tranquillo ma anche appassionato all’evento. La motivazione dello staff del teatro è stata quella che mio nipote aveva in mano un telefono privo di suoneria e per loro poteva essere un motivo di distrazione per gli altri bambini. Ci siamo accomodati nella sala d’attesa del teatro, aspettando che l’evento terminasse. Ora il personale scolastico testimone dell’accaduto e la preside stessa stanno prendendo provvedimenti in merito. Credo sia doveroso rendere pubblico quanto accaduto perché ci sono tante discriminazioni contro i bambini autistici.”

“A noi disturbano le ipocrisie”

Sull’accaduto è intervenuto anche Francesco Emilio Borrelli: “Ci metteremo in contatto con la direzione del teatro e con i vertici scolastici per capire cosa con precisione sia avvenuto. Tanti proclami, tanti post di solidarietà, tante belle parole spese in difesa e a sostegno dei bambini speciali che poi nella quotidianità fanno a cazzotti con ciò che avviene realmente. Se a qualcuno disturbano i modi di fare di un bambino autistico, a noi disturbano molto certe ipocrisie e quei comportamenti disdicevoli che ledono la dignità di una persona.”

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